Sullo stato emotivo nel quale si leggono le sentenze

Ho letto molti commenti indignati sulla sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna che ha dimezzato la pena in un caso di omicidio di una donna da parte del suo compagno, avvenuto per motivi di gelosia ed in preda ad uno stato che i Giudici hanno definito di tempesta emotiva. Le femministe si sono stracciate le vesti ed il Ministro Bongiorno, pur avendo letto solo brandelli della sentenza, ha dichiarato che si tratta di un ritorno al passato ed ha evocato la figura del delitto d’onore. Sarebbe bastato leggere la sentenza per capire che i Giudici hanno detto proprio il contrario. Si tratta di un’operazione anche agevole, visto che le motivazioni occupano solo 6 paginette formato A4, che una come la Bongiorno legge nello stesso tempo che impiega per scaccolarsi (anzi forse in meno tempo, considerando le dimensioni del naso). In primo luogo ci si rende conto che lo stato di tempesta emotiva non è il frutto della fantasia creativa dei Giudici ma è descritto nella perizia psichiatrica alla quale è stato sottoposto l’autore del reato. In tale perizia lo psichiatra, pur considerando integra la capacità di intendere e volere, evidenzia come l’omicida fosse in una particolare condizione di stress legata al fallimento di due precedenti relazioni che avevano detrminato nel medesimo uno stato molto grave di ansia sfociato in un tentativo di suicidio e che lo avevano portato ad essere oggetto di un TSO. Tale stato d’animo, unitamente ad un primo iniziale risarcimento alla figlia della vittima, all’essere incensurato ed al comportamento tenuto dopo l’arresto, è stato considerato solo al fine di concedergli le attenuanti generiche. Tali circostanze, considerate equivalenti all’aggravante dei motivi abietti, hanno portato al dimezzamento della pena in ragione del rito abbreviato.  Il delitto d’onore nulla c’entra ed anzi la gelosia ha comportato l’applicazione dell’aggravante dei motivi abietti e futili. Mi aspetterei che la sentenza la leggesse anche la Ministra Bongiorno, ma forse la lettura è poco funzionale alle puttanate del suo Capitano/Capitone. (http://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2019/03/corte-app-bologna-castaldo.pdf?fbclid=IwAR3EjBx_KrPKT-fgp5V6UU_QEbKhov96PSxaEjG0-C0AEffHIFqgZclw2cM)