In nome dell’egoismo sovrano

 

Da fan sfegatato di “Chi l’ha visto?” seguo il caso Vannini dall’inizio. Devo dire che trovo l’intera vicenda sconvolgente dal punto di vista umano più che giuridico. E’evidente che nella Top ten del mio ribrezzo ci sia il padre, reo confesso, il quale, di fronte al ragazzo ferito ed urlante, ha avuto un’unica preoccupazione, il suo posto di lavoro ai Servizi Segreti, forse i futuri concorsi del figlio che da quei Sevizi erano maggiormente manovrabili. In nome dell’egoismo sovrano, sottovaluta le conseguenze del colpo di pistola (rivelandosi anche, militare di carriera, un pessimo conoscitore di armi), prova a spacciarlo per altro, “il buco provocato da un pettine” distinguendosi anche come pessimo confezionatore di fandonie. Vicino a lui, sul podio della riprovazione, la fidanzata che, qualche ora dopo, aveva già messo il suo RIP definitivo ed in nome della integrità della Famiglia (la sua), chiude la sua storia con Marco con un “si vede che era destino!”; che poi ad uno verrebbe da chiedere se destino è il soprannome del padre. Sul podio sale anche il Presidente della Corte d’Assise d’Appello che con la frase rivolta ai parenti ed in primis alla mamma di Marco “volete farvi un viaggetto a Perugia” (in quanto indagati per reati contro toghe romane), si rivela un altro autore di frasi memorabili. Poteva invitare gli avvocati a mantenere la calma dei loro assistiti, oppure proseguire nonostante il caos avendo il microfono che sovrastava le voci altrui; certo l’unica cosa che non doveva fare era minacciare i parenti di Marco, chi si è visto, in nome dell’egoismo, privato dell’affetto e dell’amore di un figlio (unico) nel fiore degli anni. Al profilo giuridico dedico poca attenzione, anche perché non ho mai creduto alla ricostruzione fornita da tutti i familiari e cioè che mentre Marco si faceva il bagno nella vasca di casa Ciontoli, il padre, per scherzo, puntava l’arma e partiva il colpo. Non mi ha mai convinto la prima parte del racconto, in quanto a meno che Ladispoli non sia diventata la nuova Svezia, non credo che il fidanzato si faccia vedere nudo dal (futuro) suocero lasciando aperta la stanza dal bagno a disposizione di chiunque volesse rimirarlo come mamma l’aveva fatto. In ogni caso, ove il colpo fosse partito per errore, ci sta anche la derubricazione a “reato colposo”, ove si consideri che se Ciontoli si fosse rappresentato la possibilità che Marco morisse, avrebbe chiamato i soccorsi, essendo indubbio che l’evento morte è quello che più metteva a rischio la sua carriera. Anche questa volta le indagini mi paiono fatte a pene di segugio, ma d’altra non possiamo aspettarci molto in un Paese in cui gli 007 non conoscono il funzionamento delle pistole e gli esiti del loro uso.