Non si torna indietro per un aggravante non riconosciuta.

Vasta eco sulla stampa sta avendo la pronuncia della Cassazione che nega la circostanza aggravante dell’uso di sostanze alcoliche, nel caso di stupro commesso in danno di persona che si è ubriacata volontariamente. Nessun medio evo del diritto, nessun passo indietro; la Cassazione ha infatti riconosciuto sussistere il reato di violenza sessuale, per aver i violentatori aprofittato della situazione di inferiorità fisica – psichica della vittima, ma ha negato l’applicazione della circostanza aggravante di cui all’articolo 609 ter, numero 2 (uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa); ciò in considerazione del fatto che dalla lettura della norma appare evidente che, ai fini dell’applicazione della circostanza, è necessario che il violentatore somministri l’alcool alla vittima per stuprarla. La sentenza non mi pare per nulla rivoluzionaria e nemmeno meritevole di uscire dai meandri delle riviste giuridiche, se non fosse che qualcuno si è forse stancato della cronaca dei gesti di CR7 e cercava a piazza Cavour qualche ragione per distrarsi

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